Paolo Frattura per il Molise

Get Adobe Flash player


Mercoledi, Maggio 2, 2012

E non se ne vogliono andare….

Non c’è Profumo che tenga: quando il centrodestra ha fretta – come in questo caso – i doveri istituzionali di accoglienza cedono il passo alla furia di approvare quello che fa più gioco agli interessi della maggioranza.

 

E così anche oggi pomeriggio è stato messo a segno, con il voto contrario dei commissari di minoranza, l’ennesimo blitz ai danni dei molisani: in Prima Commissione è arrivata senza alcun intoppo procedurale la proposta di legge che ha il sapore nitido e indigesto del colpaccio messo a segno in zona Cesarini.

 

Si chiama “Ulteriori misure urgenti per l’adeguamento amministrativo- istituzionale dell’ordinamento regionale” ed è la normativa che a tambur battente il centrodestra ha portato in Commissione, ed ha votato, per assicurarsi una campagna elettorale lunga e consistente.

 

Una normativa che in caso di elezioni anticipate assicura otto mesi di stipendio e soprattutto un periodo altrettanto lungo per poter continuare con le consuete manovre di chiaro stampo elettoralistico.

 

Una proposta di legge anticostituzionale che viola palesemente gli articoli 117, 122, 123 e 126 della Costituzione e che vuole evitare in maniera chiara il ricorso democratico alle urne.

 

Una operazione maldestra, tutta di palazzo, tesa a tutelare l’attuale classe dirigente che interpreta la politica non come servizio ma come mero interesse personale per la conservazione dei privilegi, in spregio assoluto dei principi e delle regole del nostro ordinamento.

 

La maggioranza comincia seriamente a temere le elezioni anticipate, quindi.

 

Non c’è altra chiave di lettura rispetto al blitz messo a segno oggi, che consentirà  la garanzia di ulteriori otto mesi di tempo, dall’annullamento all’indizione di nuove elezioni, per poter continuare a giocare con i soliti e ormai noti schemi.

 

Non può passare sotto silenzio questa operazione truffaldina perché ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione affinché questo gioco al massacro, sulla pelle dei molisani, finisca  nei tempi dettati dalle leggi e non in quelli ad uso e consumo della sola maggioranza di governo.

 

 

Consorzio di Bonifica di Venafro, al vertice un manager di caratura nazionale

Non posso che rallegrarmi dell’elezione del dottor Vittorio Nola al vertice del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro.

 

Un manager di caratura nazionale, dal curriculum significativo, che con la sua professionalità e con l’enorme esperienza resa possibile dagli incarichi che ha ricoperto in questi anni nelle maggiori aziende italiane, saprà dare nuovo e sano slancio all’Ente interregionale che ha vissuto una lunga fase di commissariamento.

 

Un manager nel senso vero e compiuto del termine, con enormi capacità che sono al servizio di una parte importante del territorio, per ricominciare a disegnare quello sviluppo che fino ad oggi è stato l’obiettivo mai considerato di scelte politiche di altro stampo.

 

Sono certo che con la sua professionalità vera, con l’esperienza acquisita negli anni ai vertici di aziende come l’Iri, la Telecom e le Ferrovie dello Stato, farà la differenza tra un passato che ha solo assorbito i costi elevati delle scelte mancate e un futuro vicino, fatto di scelte e indirizzi concreti.

 

E’ di professionalità come queste che la nostra regione ha forte bisogno, è di energie in grado di fare la differenza tra i proclami e le scelte che il Molise deve dotarsi.

Il tempo delle proteste, fini a se stesse, è terminato: c’è bisogno impellente di scelte coraggiose e innovative, decisioni che abbiano lo sguardo lungo sul futuro.

Affidarsi ad un manager di così vasta esperienza è il miglior modo per cambiare radicalmente strategie e obiettivi e per creare le condizioni migliori per uno sviluppo possibile ma mai compiutamente avviato.

 

Venerdi, Aprile 27, 2012

Agenzia per la Ricostruzione, la proposta di legge

Riportare al  centro dell’attenzione chi ha subito il terremoto e ancora oggi – a distanza di dieci anni dal sisma - non può far rientro nella propria abitazione attraverso una proposta di legge  che affronti con rigore e certezze il tema prioritario della ricostruzione, argomento dimenticato dalla normativa predisposta dalla Giunta regionale e in discussione oggi in Consiglio.

Questi i pilastri della proposta elaborata assieme all’ Italia dei Valori e al Partito Democratico in merito alla gestione ordinaria della ricostruzione post sisma e presentata nel pomeriggio alla stampa: una struttura flessibile e finalizzata esclusivamente alla ricostruzione con copertura finanziaria definita, tempi standard per l’appalto dei lavori, procedure trasparenti e ad evidenza pubblica per la definizione dei rapporti contrattuali attraverso la stipula di protocolli d’intesa definiti dalle Organizzazioni sindacali, dalla Regione e dai Comuni.

La proposta di legge istitutiva dell’Agenzia Regionale per Ricostruzione, già discussa ieri in I Commissione, differisce fortemente dalla normativa che la Giunta regionale ha predisposto definendo con estrema chiarezza il tema della tempistica, della copertura finanziaria e delle risorse umane.

Assieme alle forze politiche che hanno collaborato alla stesura della proposta di legge, abbiamo inteso recepire le buone prassi della ricostruzione di regioni come l’Umbria e le Marche.

 

L’Agenzia regionale per la Ricostruzione avrà durata transitoria; le risorse economiche e finanziarie (sia i fondi della delibera Cipe che quelli eventualmente destinati in futuro alla Regione) dovranno essere trasferite alla struttura;  gli oneri per la copertura economica dei contratti stipulati graveranno sui medesimi fondi nella misura non eccedente il 4% della loro consistenza complessiva.

Il che significa che il 96% dei fondi sarà destinato esclusivamente alla ricostruzione – argomento prioritario secondo le forze politiche interessate - e il 4% degli stessi alla copertura delle spese correnti e per il personale.

Per quanto attiene i rapporti di lavoro instaurati in questi anni con le tante professionalità che hanno prestato la loro opera nelle Struttura Commissariale e negli uffici tecnici dei Comuni, insieme al Pd e all’Idv abbiamo inteso definire un percorso diverso e trasparente: l’Agenzia, nella proposta di legge presentata in aula, subentra alla struttura commissariale e ai Coc nei rapporti di lavoro a tempo determinato, autonomo e di consulenza con procedure ad evidenza pubblica e appositi protocolli d’intesa siglati tra Organizzazioni Sindacali, Regione, Province e Comuni.

Ricostruzione, oggi la conferenza stampa

Fra qualche ora incontreremo i giornalisti per illustrare la controproposta elaborata dal centrosinistra in merito all’annosa questione della ricostruzione post sisma. Alle 15.30 infatti il Consiglio regionale è stato convocato per l’approvazione della legge di iniziativa di Giunta regionale che istituisce l’Agenzia di Protezione Civile.

Giovedi, Aprile 26, 2012

Agenzia di Protezione Civile, quando la politica è distante dalla realtà

Una proposta di legge - quella portata all’attenzione della I Commissione consiliare venerdì scorso e attinente l’istituzione dell’Agenzia di Protezione Civile -   che evidenzia ancora una volta lo scollamento della politica dalla realtà, quella che vivono da dieci anni le comunità terremotate.

Un’idea normativa, quella espressa dalla Giunta regionale, che non affronta affatto il percorso che la ricostruzione dovrà seguire dal prossimo mese di maggio, quando lo stato di criticità sarà definitivamente archiviato con tutto quello che ne consegue.

 

Questo, invece, ci saremmo aspettati avendo preso parte all’audizione in I Commissione insieme a tanti sindaci: una normativa chiara che avrebbe dovuto riguardare la ricostruzione mancata, tesa al ripristino, in tempi brevi, di una normalità che ormai manca da dieci anni. Non una legge che, di fatto, istituisce un nuovo soggetto che non sarà possibile sostenere economicamente, per il quale mancano il parere di legittimità e la copertura finanziaria.

 

Sono più che legittime le recriminazioni di alcuni sindaci chiamati a partecipare all’audizione che hanno potuto constatare le assenze del presidente/commissario ad acta Michele Iorio e del sub commissario delegato Nico Romagnuolo. Assenti dall’aula ma sempre in prima fila come al taglio del nastro dell’agenzia territoriale di Isernia della Protezione Civile, caduto in piena campagna elettorale.

 

Non solo: non può essere taciuta la tardiva consegna della proposta di legge che solo mercoledì pomeriggio è stata recapitata all’attenzione dei consiglieri regionali e che invece avrebbe dovuto essere analizzata nel dettaglio e in tempi ragionevoli per assicurare quello che dieci anni di struttura commissariale non è riuscita a garantire.

Ci si appella ancora al momento delicato, alla fretta che purtroppo è dettata dal ristretto margine di tempo rispetto alla scadenza dello stato di criticità, ormai agli sgoccioli. Ma è assolutamente da stigmatizzare, con forza, il solito atteggiamento della maggioranza di governo e di chi, soprattutto, ricopre ruoli speculari e di conseguenza avrebbe dovuto essere in aula per illustrare modi, tempi e risorse.

 

Una proposta, quella di istituzione dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, a nostro avviso lacunosa e poco concreta.

Il grido d’allarme ha coinvolto molti dei sindaci presenti che hanno sottolineato come sia improponibile mettere nero su bianco che i fondi per gli investimenti debbano essere utilizzati per le spese generali.

La norma che istituisce l’Agenzia regionale per la Protezione Civile non “parla” di  ricostruzione, soprattutto quella urgentissima legata alla classe A: come rispondono la maggioranza e la struttura commissariale che ancora esiste ed è operativa alle domande lecite di quelle persone che vivono ancora fuori dalle proprie abitazioni dopo dieci anni dal terremoto?

 

Anche alcuni sindaci presenti in aula -  ovvero le Istituzioni che avvertono sulla propria pelle le difficoltà quotidiane legate alle istanze comprensibili e giuste delle persone che  vivono ancora nell’emergenza e quelle legate alla mancanza di un concreto progetto di ricostruzione e rilancio -  hanno rimarcato l’impossibile sostenibilità economica (tra l’altro non segnalata nella proposta di legge presentata dalla Giunta) di una ipotesi normativa simile.

 

Sarà appena il caso di ricordare che il ddl sul pareggio di bilancio, che il 17 aprile scorso ha ricevuto il via libera definitivo nell’ultimo passaggio parlamentare, ha chiuso ogni porta alle leggi che non recano alcuna indicazione sulla copertura finanziaria.

 

Urge una proposta di legge concreta, che “parli” di ricostruzione vera, che dia risposte alle domande dei cittadini e delle Istituzioni che combattono la quotidiana battaglia perché l’emergenza finisca davvero:  una proposta normativa che indichi da dove attingere i fondi, che offra spunti credibili che consentano la deroga al Patto di Stabilità, che indichi i tempi per la realizzazione e che chiuda con gli errori del passato.

 

Il centrosinistra ha più volte sostenuto di voler collaborare all’elaborazione di una proposta che abbia questi requisiti, che sia propositiva e risolutiva, che abbia un plafond economico certo e rintracciabile e che consenta in tempi definiti la fine di una emergenza durata dieci anni.

 

Per colmare questa lacuna normativa, come abbiamo già avuto modo di spiegare, siamo al lavoro per elaborare – con il supporto di professionalità del settore – una proposta di legge che definisca i tempi, crei nuovi e più utili strumenti amministrativi, riporti nell’alveo di interesse i comuni realmente danneggiati dal sisma, attribuisca la certezza dei ruoli e definisca quello principale dei Sindaci,  tenga nella debita considerazione le professionalità che nel frattempo si sono formate all’interno della struttura commissariale e degli uffici tecnici dei Comuni  nella certezza delle disponibilità economiche e individui percorsi semestrali di controllo e verifica sull’andamento delle attività di ricostruzione.

Giovedi, Novembre 10, 2011

Replica al candidato presidente della destra

Dalla lettura del confuso comunicato stampa del candidato presidente della destra, deduciamo unicamente che lo stesso non vuole che l’Ufficio Elettorale centrale c/o la Corte di Appello di Campobasso proceda alla verifica di come hanno effettivamente votato i Molisani.

La cosa è davvero sconcertante in quanto se il candidato presidente della destra fosse realmente convinto di aver vinto non dovrebbe temere questo approfondimento.

Ovviamente non siamo affatto intimoriti dalle conclusioni del suo comunicato stampa e ci affidiamo, con serenità, come sempre, all’operato della Magistratura, nell’interesse del Molise e dei Molisani.

LE PROMESSE DI CAVALIERE

Tutti i nodi (del centro destra!) vengono al pettine, piano piano, uno alla volta, inesorabilmente. E per ogni nodo, c’è una fascia di popolazione molisana che ne risulta penalizzata.

Dopo gli studenti venafrani, miracolosamente scampati al crollo della controsoffittatura dell’atrio della Scuola “L. Pilla” ed ora costretti a sistemazioni di emergenza per portare avanti il proprio programma didattico, ora, ad essere penalizzati dalla politica sciagurata del centro destra e dalle false promesse, propinate in tutte le salse durante la campagna elettorale, sono gli agricoltori ai quali va tutta la nostra solidarietà. Tutti quegli agricoltori molisani che 5 giorni prima del voto hanno ricevuto rassicurazioni – da parte dell’Assessore Cavaliere – circa la liquidazione a loro favore del risarcimento per i danni causati dalla siccità del maggio/settembre 2007.

In arrivo erano stati annunciati ben 20 milioni di euro per 20 mila imprese; una somma importante che avrebbe dato certamente una boccata di ossigeno a tanti imprenditori, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo.

Peccato, però, che si trattava solo di promesse e niente più, messe in campo per racimolare voti utili a garantire la riconferma in Consiglio Regionale.

Ad urne chiuse, infatti, e soprattutto a voti acquisiti e messi in cassaforte, ecco arrivare la sorpresa: dopo la nota del Direttore Generale della Regione Molise, Antonio Francioni, datata 10 ottobre 2011, con la quale si comunicava che le risorse complessive messe a disposizione dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dalla Regione Molise per il risarcimento dei danni della siccità del 2007 ammontavano a poco più di 3 milioni di euro e si preannunciava la liquidazione del risarcimento a favore delle imprese beneficiarie, arriva, come una doccia fredda, la nota del Consorzio Regionale Molisano di Difesa, datata 20 ottobre 2011, con la quale si comunica che le istanze di risarcimento non potranno trovare accoglimento in quanto il danno effettivo non ha superato il 30%.

Il centro sinistra questo lo ha sempre saputo, mettendo in guardia i cittadini molisani - durante tutta la campagna elettorale – dai falsi proclami, come quelli legati ad esempio ai fondi FAS (chi li ha visti?) o, per l’appunto, ai fondi per il risarcimento dei danni della siccità del 2007.

A nome di tutto il centro sinistra preannuncio che quanto verificatosi sarà oggetto di una interrogazione al Presidente Iorio al quale chiederemo di approfondire e fare piena luce su una vicenda che ancora una volta ha penalizzato il popolo molisano e contribuito a rendere meno limpido il recente confronto elettorale.

Diamoci …. un taglio!

Diamoci un taglio…. di nastro, si intende! Sembra essere questa la frase pronunciata con più frequenza ed insistenza nel periodo pre-elettorale da tutti gli esponenti del centro destra (in prevalenza Sindaci ed Assessori) capeggiati dal candidato presidente Michele Iorio, attenti più alla forma che alla sostanza, più ad individuare quante e quali strutture inaugurare che alla verifica del loro completamento e relativa messa in sicurezza.

Chilometri e chilometri di nastri tagliati che oggi – se messi insieme - unirebbero l’Italia da Nord a Sud.

Il tutto concentrato in pochi, pochissimi giorni: quelli immediatamente a ridosso delle elezioni del 16 e 17 ottobre scorsi.

Si, perché l’importante non era consegnare nelle mani delle istituzioni, dei cittadini, degli studenti, degli sportivi, strutture complete, funzionanti e sicure, ma semplicemente da inaugurare, a prescindere da tutto.

Ed oggi che le elezioni sono passate, di inaugurazioni non c’è più traccia. Non si inaugurano più scuole, strade, strutture sportive, ricreative, sociali. E non perché è finito il nastro!

Un’operazione di marketing istituzionale che Michele Iorio ha gestito nel peggiore dei modi, sottovalutando l’intelligenza dei molisani che si aspettavano, a fronte di ingenti risorse finanziarie investite, un ritorno in termini di qualità e funzionalità e non spettacoli da teatrino che dietro una realtà apparente, nascondevano una vera e propria fiction dai contenuti drammatici.

È il caso dell’Istituto Comprensivo “Leopoldo Pilla” di Venafro, inaugurato in pompa magna a ridosso delle ultime elezioni regionali, ed oggi rivelatosi una bomba ad orologeria per quegli amministratori e tecnici che hanno “forzato la mano” pensando solo al ritorno di immagine che un tale evento avrebbe assicurato alla coalizione di centro destra nella campagna elettorale, piuttosto che alla sicurezza degli studenti.

Un atto di irresponsabilità istituzionale gravissimo sul quale ora sarà la magistratura a fare chiarezza, individuando responsabilità e responsabili.

Resta l’amaro in bocca per una situazione generata dalla pessima gestione della cosa pubblica che penalizza per l’ennesima volta il popolo molisano e, nello specifico, gli studenti venafrani, ai quali va tutta la nostra solidarietà, che nel pieno delle attività scolastiche saranno costretti ad emigrare a tempo indeterminato in strutture alternative, con evidenti ed immaginabili disagi per la loro attività didattica.

A tutto questo, allora, bisogna darci un taglio …. ma questa volta non di nastro!

Lunedi, Ottobre 24, 2011

GRAZIE A TUTTI VOI

Carissimi,

ringrazio tutti voi per la stima e per l’affetto con i quali mi avete accompagnato in questa fantastica esperienza.

Il modo e l’intensità  della vostra partecipazione hanno reso esaltante ogni momento di questa avventura.

Soprattutto quello finale, che, per le manifestazioni di amicizia di tutti voi, nonostante un risultato, per ora, contrario alle speranze e alle aspettative di tante migliaia di molisani, è diventato il momento umanamente più coinvolgente.

Tutti i vostri “volti” sono  i segni che  mi ricorderanno, ogni giorno, l’impegno che dovrò dedicare a rispettare gli impegni presi perché la nostra Regione diventi

“Il Molise di tutti”.

Vi abbraccio accomunandovi in un unico, enorme

Grazie di cuore!

Sabato, Ottobre 15, 2011

Come si vota

Una utile guida pubblicata da Primonumero.it sulle modalità di voto: http://www.primonumero.it/attualita/speciali/regionali2011/comesivota.php